Nav Barcon Saran

Nav   Barcon  Saran

Nota: vengono riportate foto da libri e pubblicazioni, nel rispetto delle leggi, disegni e schizzi ottenuti dal sottoscritto con modellatore solido Solid designer

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Le barche a Pavia ci sono da sempre.

Già nel 1500 la navigazione era fiorente, come si può vedere dagli affreschi della chiesa di San Teodoro a Pavia, che ritraggono Pavia col ponte coperto ed il Ticino affollato di barche.

Affresco di Bernardino Lanzani, primi anni del cinquecento

Affresco del cinquecento di anonimo

Il rematore di allora, in basso a destra, sta parando, come dicono i maestri veneziani, cioè sta remando di punta come diciamo noi pavesi.( al rema ad ponta )

Si punta il remo sul fondo e si spinge facendo avanzare la barca.

L’imbarcazione più grande era la Nav o Barcon in dialetto pavese

Nav

le dimensioni erano le seguenti :

Lunghezza  da 20 a 30 m.

Larghezza da  5 a 7 m.

Altezza da 2,5 a 3 m circa

Il bacino di utenza era il Ticino, il Po ed il Naviglio pavese.

Nav in Borgo a Pavia, nella zona dove ora c’è il monumento alla lavandaia

Nav sul naviglio in viale Bligny a Pavia.

I Nav sul naviglio portavano sabbia e ghiaia: venivano raccolte sul Ticino a monte e portate

anche fino alla Darsena di Milano.

Darsena di Milano con i barconi che trasportano sabbia e ghiaia. Foto del 1920

Nav vuota dove ben si vedono le ordinate

Nav piena e con barcaioli

Come si vede la Nav era provvista di una cabina di poppa , detta al Temp ,che serviva da ricovero durante i lunghi viaggi.

La direzione e lo spostamento in acqua erano mantenute da un timone posteriore laterale

e da grandi remi , sia di punta che di voga, manovrati dai barcaioli.

Particolari : remata di supporto e timone laterale posteriore

In risalita la Nav era trainata da cavalli, asini e muli, come dalla foto seguente

Foto Chiolini

Sulla foto si vede il cavallo, sul battello a lato della poppa.

Questa Nav si apprestava a superare il ponte coperto, quello vecchio con sette arcate,

più piccole delle attuali. L’operazione era molto difficile: si eseguiva con la poppa a valle

e l’imbarcazione era frenata da una catena radente il fondo situata a prua, e control-

lata dal barcaiolo.

La foto del famoso fotografo Chiolini è tratta dal libro “Quando Pavia navigava “di

Giuan Vaccari, Sindaco di Pavia dal 1965 al 1970 , fiumarolo e mio Preside al Liceo

Scientifico Torquato Taramelli di Pavia.

Schema costruttivo

Lo schema costruttivo è classico delle barche fluviali. Il fasciame è in legno come del resto

gli altri componenti. Le ordinate, composte da traversin e coste o sancon, la tavola ed il parabordo che irrobustivano la carena.

SARAN

Una variante più piccola della Nav , lunghezza da 15 a 20 m, era il Saran caratterizzato da timone posteriore centrale . Il Saran era una barca intermedia tra la Nav ed il Mutaio, di cui parleremo più avanti.

Il Saran trasportava sabbia, ghiaia, ciotoli, pietre e legname

Saran

Lo schema costruttivo era simile a quello della nave con la sola differenza del timone di poppa centrale , governato dall’uomo davanti al temp.

Gli Ultimi rimasti

In fondo a via Milazzo in Borgo Ticino sono rimasti due esemplari di barconi in cemento, uno in acqua l’altro sulla riva.

Un ricordo del passato che induce a molte considerazioni,

Perchè si lasciano morire così ? E’ vero che è difficile spostarli ma dopo averli svuotati della terra e fango e con l’acqua alta si potrebbero mettere in posizione più visibile,

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