Quadro storico

Quadro storico della navigazione a Pavia

Pavia è una citta fluviale e sin dai tempi del medioevo era dotata di una flotta militare che difendeva i suoi interessi economici e strategici. C’era una darsena ed un arsenale : ricordati appunto da una via Darsena, situata dietro al Collegio Borromeo. La darsena era proprio lì ed era in comunicazione col fiume; in essa si costruivano le navi e si faceva manutenzione. Fu abbattuta nell’Ottocento per far posto al poligono di tiro, così dicono le cronache.

La navigazione commerciale era molto fiorente come si può vedere dagli affreschi delle chiese pavesi (San Teodoro) e dalle antiche stampe a disposizione.

Tralasciando i vascelli militari, il fiume era solcato da barche grandi e piccole di cui ora parleremo.

Grande attività ma già con mezzi motorizzati

Barconi in risalita

Le attività si concentravano soprattutto nel trasporto di sabbia e ghiaia, dalle zone di scavo a monte fino a Pavia dove c’erano punti di raccolta e distribuzione verso i cantieri edili. In parallelo si pescava, certamente con le reti e le classiche bilance, usando imbarcazioni più piccole , comode e maneggevoli.

Non secondario era il recupero ed il trasporto di legna, vecchi tronchi o rami caduti in acqua o sulle rive non sfuggivano ai barcaioli attenti. Le persone che svolgevano tali lavori si chiamavano in dialetto :

                 “ Barchirô “ , “ Gerô “  e “Pascadu”

e abitavano soprattutto il Borgo Ticino, quartiere rivierasco che si chiamava allora Borgo Sant’Antonio. In tale zona erano presenti piccoli cantieri dove si costruivano le barche. Il rione era popolare ed abitato da gente umile ma di carattere forte, adatto al duro lavoro che eseguiva.

Le consorti dei cavatori e pescatori di solito facevano le lavandaie, altro lavoro duro, ricordato ora dalla statua alla Lavandaia situata nei pressi del Ponte coperto. La zona è golenale ed è soggetta alle piene annuali che un

Le lavandaie

tempo erano molto alte e funeste; non era facile abitare in quelle zone, adatte a persone forti e preparate alle calamità. Allora non c’erano motoscafi, si saliva sempre a remi e nei punti critici con l’aiuto del traino di asini e muli. Si navigava dal lago Maggiore fino a Piacenza e Cremona. Il Ticino a monte ha fondali bassi ricchi di ghiaia e sabbia, i classici geron, le cave erano molte e ben sfruttate. Arrivando ai giorni nostri, con l’avvento del Parco del Ticino, l’escavazione in alveo è stata proibita. Drastica ma necessaria soluzione che si contrappose a scavi esagerati e dannosi i cui effetti si vedono ancora oggi.

Partendo dalle più grandi alle più piccole si avevano le seguenti tipologie di barche.

Nav o barcon

Saran

Mutaiô

Batel , batela e mutera

Barcė

Barbota o pessin

Sandulin

Primo articolo del blog

Pavia ed il Ticino

Pavia è nata sul Ticino ed il suo nome originale è Ticinum.

Le barche sono nate per poter navigare questo fiume : per trasportare materiali, per pescare ed anche per fare guerre.

Ecco una serie di foto che illustrano l’ambiente.

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La nostra barca tradizionale è il barcè , adatta a risalire la corrente remando di punta nei periodi di secca,come si vede dalle ultime fotografie.

I barcè sono quindi a fondo piatto e con sponde basse.

Queste barche sono rimaste come barche da diporto, un tempo come mezzo di comunicazione tra una sponda e l’altra.

Ma c’erano anche altri tipi di barche, come detto, per il commercio, grandi e piccole

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Le esamineremo una per una entrando nei dettagli.

A dopo

 

 

 

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